Valle Impervia
Siamo fieri dei nostri vigneti – distribuiti a quote che variano tra i 500 e 900 metri – che, con la loro poetica bellezza, disegnano lo sguardo ancora prima del panorama denso di terrazzamenti. Ma siamo fieri, soprattutto, di rappresentare al meglio il significato “vero” di viticoltura eroica: perché in Val di Cembra le lavorazioni avvengono su versanti ripidi, con pendenze anche superiori al 40% e sono svolte manualmente con cura, lavoro e fatica enormemente superiori al fondovalle.
Cembra è incastonata nel più importante bacino europeo di porfido, detto anche l’oro rosso dei valligiani, un’antica roccia effusiva vulcanica formatasi oltre 260 milioni di anni fa.
Le viti affondano le radici in questo terreno, attingendo alla ricchezza minerale della pietra. Questa ‘firma geologica’ conferisce ai vini un profilo inconfondibile, caratterizzato da sapidità e vibrante freschezza. La componente fruttata è accompagnata da una spiccata nota salina che ne allunga la persistenza. Con l’invecchiamento, specialmente nei bianchi, emergono le componenti minerali, rendendo il sorso complesso e profondo.

Territorio vocato
Le vigne godono di una straordinaria esposizione solare grazie alla loro dislocazione prevalente a sud e sono lambite dall’Ora del Garda, corrente che soffia dolcemente tra i filari favorendo un clima asciutto, molto importante per preservare la sanità dei grappoli. Un’escursione termica ottimale completa il microclima e contribuisce al bouquet aromatico e alla giusta acidità dei vini.
I terreni sono generalmente franco-sabbiosi, ricchi di sabbia e carbonati, sciolti e ben drenati, ma soprattutto, di origine porfirica.

Terrazzamenti eroici
In questa valle la bellezza della montagna e la viticoltura si fondono in un paesaggio di grande fascino ed equilibrio. Un’armonia tra uomo e natura che è il risultato del coraggio, della determinazione e dell’amore per il territorio dei vignaioli cembrani, valori tramandati di generazione in generazione. Sono loro che hanno costruito pietra su pietra oltre 700 km di muretti a secco per sostenere le vigne lungo la valle, bilanciando grazia artigiana e pendenze estreme.
Nel 2018 l’arte dei muretti a secco viene inserita nella Lista del Patrimonio Immateriale UNESCO: una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura da promuovere e tutelare.


